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Monday, 27 August 2012


Uno yacht con il campo da tennis
La Costa Smeralda è degli emiri

A luglio sull'imbarcazione di 155 metri del sultano
dell'Oman anche una sala orchestra per 60 elementi

Il Topaz della famiglia Al Nahyan-
Il Topaz della famiglia Al Nahyan

PORTO CERVO - Il tricolore è bandiera fantasma sui mari di Sardegna. Panico da fisco: la paura di occhi indiscreti ha tenuto lontani dalla Costa Smeralda maxi, medi e persino i mini yacht; i relativi proprietari italiani sono andati all'estero o hanno preferito vacanze a terra, in ville o cfg+ ritenuti meno esposti. Paure infondate: controlli a ferragosto senza blitz cruenti né spettacolari. E più che le imbarcazioni, sotto tiro gli aerei privati, nei giorni in cui lo scalo di Olbia (160 velivoli vip il 13 agosto) era il primo d'Europa.
GLI STRANIERI - Italiani quasi assenti, mare libero soprattutto per i megayacht dei russi. E degli arabi, riapparsi sulla scia di Al Thani, emiro del Qatar e neo proprietario della Costa Smeralda. Segno del nuovo corso due grandi imbarcazioni, la terza e la quarta nella classifica mondiale: Al Said, 155 metri, e Topaz, 147. A luglio lo sbarco a Cagliari del sultano di Oman Qaboos Bin Said al Said: nel bastimento che porta il suo nome solo una piccola parte delle 1.300 persone, fra corte e seguito. I pochissimi ammessi a bordo sono rimasti senza parole: 6 ponti, eliporto, sfarzo in stile neoclassico, una sala concerti per un'orchestra di 60 elementi.
LUSSO - Su Topaz un alone di mistero. Costruito dai cantieri tedeschi Lurssen (che rifiutano di indicare il nome del proprietario) costo 550 milioni di dollari, pare pagati cash dalla famiglia Al Nahyan, che regna su Abu Dhabi. Il sovrano è lo sceicco Khalifa Bin Zayed, 62 anni, riservato e poco incline ad esibire ricchezze e lusso. Probabile che Topaz sia del fratello Mansur, 43 anni, che cura gli affari di famiglia attraverso la Abu Dhabi United for Investments ; ed è anche vicepremier, ministro dell'Interno, presiede la Compagnia del petrolio, la banca di stato, ed è socio forte di Barclays, secondo istituto di credito d'Inghilterra. Ma è noto soprattutto come patron del Manchester City, allenato da Roberto Mancini.
ARMATORE - Topaz è un gioiello largo 24 metri, acciaio e alluminio, due piscine, tre saloni, naturalmente eliporto, sistemi d'allarme per eventuali pericoli da cielo e mare. Spazi immensi per gli ospiti, «solo» 16 - in 8 suite oltre a quella dell'armatore (140 metri quadrati) - che hanno anche a disposizione un campo da tennis (sembra però d'erba...sintetica e di misure non regolamentari...). L'innominato armatore era a bordo giovedì, lo yacht è subito salpato per il viaggio inaugurale e ha gettato le ancore fra le baie del Pevero. Chissà se si è affacciato sul golfo di Marinella: agli Al Nahayan qualche anno fa è stato attribuito interesse per villa Certosa, con un'offerta (450 milioni) che tentò Silvio Berlusconi.
RECORD - Fra i megayacht dei russi manca solo Eclypse (costo 800 milioni di euro, 24 cabine e scudi laser anti missili) di Roman Abramovich, il più grande al mondo. Ma c'è molto del passato nautico dell'oligarca. A Liscia Ruja incrocia Grand Bleu, 114 metri, pavimenti di cuoio, donato da Abramovich al socio in affari Eugene Shvidler; Pelorus, sempre ex flotta Abramovich, finito all'ex moglie Irina a parziale indennizzo per il divorzio. E navigano Dilbar di Alisher Usmanov, 115 metri, Queen K di Oleg Deripaska, ottavo fra i ricchi del pianeta, Pegasus 5, «solo» 90 metri, di un ignoto petroliere kazako. Ma arabi e russi non hanno cancellato miti del passato. In Costa Smeralda ricordano ancora le notti folli sul Nabila dell'affarista arabo Adnan Khashoggi, anni 80. «Non può attraccare, non c'è energia elettrica sufficiente» gli comunicarono. E lui: «Costruitemi una centrale». Ebbe la centrale. Con Khashoggi al tramonto, Nabila andò all'asta. Ora passerebbe inosservato: era lungo «appena» 80 metri.

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